Due parole sui registi

Buon giorno a tutti!

Oggi mi piacerebbe aprire una conversazione, con chiunque ne abbia voglia, seguendo gli argomenti di proporre la propria idea e il proprio commento. Confronteremo così le nostre idee, proponendone di nuove, o rivisitando quelle vecchie.

IL CINEMA, segue l’evoluzione e spesso l’involuzione del genere umano, si realizzano prodotti magari di riscontro o successo, e se ne creano cloni su cloni, sfruttando un’idea, un interesse, che poi nel seguito non si genera più.

Il Cinema e’ un mezzo di sviluppo eccezionale se al passo con i mutamenti, ma se arriva tardi perde
d’efficacia, alcune serie televisive ad esempio funzionano solo ed esclusivamente perche danno l’impressione di vivere il reale, una finestra su quello che accade, e spesso è così.

L’informazione pubblica, divulga spesso notizie di comodo, mentre un film una serie, mostrano quello chepotrebbe celarsi dietro la facciata. Verita’, finzione? Questo e’ il dilemma.

Il CINEMA e’ in crisi? Crisi determinata dalla velocità evolutiva della tecnologia, e la lentezza della macchina produttiva, che spende in prodotti stucchevoli e ripetitivi, privi di cultura, piena di atteggiamenti, false mode, mancano le idee, o manca chi le idee le percepisce, esperti della scrittura, ma anche e soprattutto esperti della lettura.

Un prodotto audiovisivo, dovrebbe partire da un’idea, una storia, un qualcosa che l’autore vuole proporre,
un concetto trainante che nel film poi si dipana, si sviluppa, si completa.

Mancano gli autori?
Cercasi regista disperatamente.

Penso che per fare il regista bisogna prima di tutto esserlo, come per fare l’attore prima di tutto bisogna
esserlo, poi studiando si dovrebbero acquisire oltre alle caratteristiche tecniche anche la formazione
personale per completare la propria essenza.

Un regista deve avere le idee chiare, deve essere preparato, deve saper formare la squadra e tenerla
motivata.

Poi esistono anche dei registi molto tecnici in grado di sopperire alle loro carenze, altri invece non ci
riescono.

In Italia ad esempio, abbiamo registi ottimi per le scene d’azione, scarsi nel rapporto con gli attori (perchè
non usare due registi allora?), abbiamo registi tecnici che si attengono in modo meticoloso alla
sceneggiatura, e se hanno la fortuna di essere furbi ed hanno un cast di qualità, riescono a strappare
prodotti decenti, altri che magari provengono dalla sceneggiatura diventano troppo leziosi, altri strappati
per motivi vari all’aiuto regio si cimentano con situazioni più grandi di loro, e ubbidiscono.
Insomma ognuno il suo, cosi dovrebbe essere.

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1 thought on “Due parole sui registi

  1. Rispondi
    maurizio bianucci - 3 gennaio 2018

    Il discorso è lungo e complesso da affrontare, secondo me, e avrebbe bisogno di incontri, scambi, fra le varie figure professionali ( tante) che popolano il cinema, per raggiungere, non certo una verità assoluta, ma almeno il punto della situazione attuale. Ognuno dei punti da te elencati meriterebbe un ampio discorso. Mi fermo su ” Il cinema è in crisi?” Si. O meglio manca l’industria, come invece nel passato c’è stata. L’industria deve essere dinamica, elastica, al passo con i tempi, deve cercare cose nuove ma anche saper ritrovare quelle vecchie. Ha bisogno di capitali, deve trovarli ma, riuscire se necessario a sopravvivere anche al di sotto di quei capitali, poiché l’industria è forza lavoro, è professionalità. L’industria non può fermarsi. E’ un peccato, per la storia pregressa del nostro cinema italiano, rallentare e fermarsi solo sulle spiagge sicure, sui prodotti certi. Così l’industria muore. Sottolineo che per “industria del cinema”, non intendo il cinema in tv o su internet, ma esclusivamente i film al cinema e alla conseguente loro fruizione. Il cinema, invece, prodotto per la tv, le pay tv, o internet, penso avrà vita migliore, almeno per ora. Sembra essere questa la frontiera nuova per l’industria del cinema. E allora che la si cavalchi, perché no! L’altro punto dove mi soffermo è ” il regista…”. Il regista, ha ancora una vita breve nella storia dell’arte cinematografica e teatrale, perché lo si possa “giudicare”. Poco più di 100 anni di vita da quando si è cominciato a parlare di questa figura; prima è stato il responsabile unico delle compagnie di teatro, poi rappresentò il rinnovamento estetico del teatro, poi l’autore morale del testo in scena. Col cinema è diventata figura insostituibile, ma giustamente affiancata da direttori della fotografia, aiuto registi, assistenti, casting director. Il regista è quella insostituibile figura professionale a cui però non si può, e non si potrà mai, dare un decalogo preciso ed imprescindibile. Io credo che il regista sia tale, effettivamente e completamente, solo quando dà una sua impronta chiara al film. Truffaut è stato critico cinematografico, scrittore, poi regista. E questo nel suo cinema si vede. Kubrick da giovanissimo fu fotografo, appassionato di poesia, e giornalista, poi cineasta. Il suo stile, sottile fin sotto la pelle, è inconfondibile. Il regista cinematografico, oltre le sue competenze tecniche nel cinema, comunque necessarie, deve essere l’autore intellettuale del film. Ed ecco perché non si può dare un decalogo preciso. A conferma di questo c’è proprio il fatto che il senso della regia è presente anche in un direttore della fotografia, in un casting quando provina un attore, in uno scenografo quando immagina una location, un uno sceneggiatore quando pensa ad un dialogo etc…. E nel regista sono presenti tutte le figure professionali del cinema qui citate, ma in più, imprescindibile, deve conoscere il suo obiettivo. Il regista è l’autore finale.

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